vino biodinamicoIl vino biodinamico viene prodotto da uve coltivate con il metodo biodinamico, inventato da Roudolf Stainer negli anni ’20.

Le 3 principali caratteristiche dell’ agricoltura biodibnamica sono:

  1. mantenere la fertilità del terreno
  2. rendere forti le piante in modo che possano resistere a malattie e parassiti
  3. produrre alimenti di altissima qualità

L’agricoltura biodinamica si basa sull’idea della natura in equilibrio. Bisogna mantenere equilibrato in modo naturale il terreno con tutti i suoi organismi per ottenere – nel caso del vino – da viti sane dell’uva di alta qualità. Nella biodinamica è fondamentale la cura delle risorse naturali e favorire secondo direttive esatte i processi vitali come risultato dell’agire insieme di forze terrene e cosmiche.

Nella pratica questo vuol dire che nell’agricoltura biodinamica non vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica (concimi, fitofarmaci, diserbanti) e organismi geneticamente modificati.

Si somministrano in dosi omeopatiche dei preparati naturali ottenuti da processi fermentativi, decotti e minerali, come polvere di quarzo, sempre tenendo conto delle fasi della luna e del sole e si lavora il terreno secondo metodi tradizionali tutto con l’obiettivo di rigenerare e rivitalizzare il suolo.

Così le viti riescono a radicarsi bene e profondamente per sopportare periodi di gran caldo o di pioggia. Come trattamento profilattico si spruzzano le piante con infusi di ortica, camomilla, finocchio, dente di leone, valeriana e corteccia.

Tutto questo significa un impegno di lavoro otto volte superiore rispetto ai metodi convenzionali.
Il calendario lunare viene seguito anche in cantina per i travasi e l’imbottigliamento.

Di solito non vengono aggiunti dei lieviti – l’enologo elabora l’uva sana e maturata bene e non ricorre ad interventi fisici o chimici, il mosto fermenta sui propri lieviti e sulle proprie vinacce.

I vini ottenuti da uve di agricoltura biodinamica sono caratterizzati da una grande vivacità e da un colore intenso; ogni annata è diversa in quanto forte espressione dell’ambiente in cui è nata, un vino che esprime veramente il territorio.

L’aspetto caratteristico del vino biodinamico è dato dal legame con la terra e dalla ricostituzione della naturale fertilità del terreno.

Non solo metodo agricolo differente ma anche una fase enologica diversa, infatti si propone un’enologia che “utilizzi tecniche come il raffreddamento delle vasche, il controllo delle fermentazioni tramite la temperatura e che non stravolga il mosto”.

Altra differenza tra vino biologico e vino biodinamico sta nel rispetto di alcune tradizioni contadine, per esempio, la vinificazione deve tenere conto delle posizioni dei pianeti.

La vendemmia va fatta a mano mentre per l’imballaggio e il confezionamento si prediligono materiali naturali meglio se riciclati. Sono ammessi vetro, tappi di sughero naturale (marchiati solo a fuoco), cera… non sono ammessi trattamenti ionizzanti o al cloro.

Il vino biodinamico può contare sul marchio Demeter, un’associazione mondiale nata nel 1927 come cooperativa per commercializzare prodotti dell’agricoltura basati su pratiche olistiche.

Da un punto di vista ideologico, l’agricoltura biodinamica tenta a mantenere un naturale equilibrio tra gli elementi, a partire dal terreno con tutti i suoi organismi per ottenere – nel caso del vino – viti sane e uva di alta qualità.

Nella biodinamica è fondamentale la cura delle risorse naturali e favorire secondo direttive esatte i processi vitali come risultato dell’agire insieme di forze terrene e cosmiche.

 

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